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[Cfp 31.10.20] Giornata di studi "Riverberi transalpini nella scrittura di viaggio"

Maison des sciences humaines, 4 rue Ledru, 63000 Clermont-Ferrand, France Date limite de proposition: 30 octobre 2020/Proposta d’intervento entro il : 31 ottobre 2020. Langues : français, italien/Lingue : francese, italiano

Tra il Rinascimento e la rivoluzione del 1789, la Francia e l’Italia hanno assurto a vicenda a modello culturale in un rapporto ambivalente, improntato all’ammirazione, all’emulazione e anche al contrasto, come si evince dai testi di Montaigne, Goldoni ed Alfieri.

In una prospettiva euristica che esula da schemi collaudati, pare proficuo scandagliare nella letteratura odeporica dell’Ottocento e del Novecento le rappresentazioni dei due paesi transalpini attraverso lo sguardo di autori, quali Stendhal e De Amicis, confrontati al mutare dell’assetto storico-politico europeo. Anzi, se il viaggiare oltralpe non sempre è scevro di pregiudizi etnocentrici, esso persegue spesso lo scopo di un percorso iniziatico, quanto meno volto a rintracciare un patrimonio universale capace di esorcizzare i prodromi o gli strascichi dell’autodistruzione insita nelle due guerre mondiali.

La giornata di studi vuole essere l’occasione per approntare un progetto che riguarda gli “sguardi incrociati” tra Italia e Francia, che autori dell’Ottocento e del Novecento, italiani e francesi, attraverso le loro opere, hanno fornito per una lettura diversa, straniante e alternativa del viaggio.

Si intende prendere in considerazione, oltre ad autori come Stendhal, De Amicis, Barrès, Giono e altri, anche tutta quella letteratura collegata alle guide da viaggio come i Baedeker, pensate per un turista animato dal desiderio di conoscere i Paesi attraverso dei vademecum già confezionati. Tutto ciò appare fondamentale per una lettura consapevole della “mente del viaggiatore” che osserva attraverso una sua lente d’ingrandimento e nel caso di scrittori, interpreta la realtà circostante.

Non meno importante saranno le corrispondenze epistolari che, laddove presenti, offriranno l’occasione per attingere a documentazione d’archivio anche inedita, che offriranno l’occasione per riflettere ulteriormente sullo sguardo “autentico” dei viaggiatori.

La lettura e l’interpretazione dei documenti non potrà prescindere dalla considerazione del contesto storico che a partire dall’unità d’Italia presenta un quadro multiforme, diverso dalle aspettative che si profilavano in seguito al decollo industriale. L’emigrazione italiana in Francia, la “diaspora italiana”, ne è un chiaro segno.

La scrittura del viaggio offre peraltro una dovizia di modalità espressive e di fulcri tematici, dalla descrizione di bellezze da carpire al logorio del tempo alla narrazione di incontri favolosi, dall’intreccio fra vicenda personale ed eventi storici al delinearsi dell’identità al confronto con l’alterità. La polisemia del testo lascia comunque trapelare le motivazioni recondite che hanno indotto l’autore a peregrinare in Francia o in Italia, palesando interessi contingenti, aneliti di rinnovo della propria opera, oppure il bisogno impellente di uno stacco meditativo ed esistenziale.

Vari elementi del contesto socio-culturale che verranno tenuti in considerazione per analizzare le opere, i documenti, le testimonianze, di chi ha letto il viaggio transalpino in vari modi, e lo ha testimoniato con la scrittura.

 

 

I ricercatori interessati possono inviare il loro progetto di intervento entro il 31 ottobre 2020 a Fabiana Savorgnan di Brazzà (fabiana.dibrazza@uniud.it) o a Jean-Igor Ghidina (jean.ghidina@uca.fr), proponendo un titolo, una presentazione di circa 15 righe e qualche estremo biobibliografico.